Maria Ausilia Di Falco - Immacolata (2026)

Maria Ausilia Di Falco - Immacolata (2026)
C'è una casa a Carrapipi, in Sicilia, dove si pranza in bagno, si cena per terra su un tappeto, si usa il terrazzo come se fosse un frigorifero e non si usa il letto per dormire. Ci vive Immacolata, una bambina cui è toccato un nome che contiene un destino: rimanere senza macchie, perfetta e incontaminata come la casa. A dettare legge è sua madre, che comanda un impero di stanze blindate e pavimenti in marmo cristallino, mentre suo padre resta a guardare. Un'impronta è disordine, un odore è disordine, vivere lascia traccia e le tracce non sono ammesse. A tutto questo la piccola risponde a modo suo: trasforma i mobili in pianoforti immaginari, tamburella con le dita su ogni superficie, canta, ascolta, gioca a riconoscere i suoni. Una stranezza e un talento per la musica che diventano la sua resistenza alla dittatura del pulito. È un confine labilissimo a separare, in questo romanzo d'esordio, l'affetto dalla crudeltà, la dedizione dalla follia, il dramma dal ridicolo