Gabriele D’Annunzio, Bauer Books – Il trionfo della morte (2026)

Formato: EPUB
Al centro della vicenda si trova Giorgio Aurispa, giovane intellettuale tormentato da un profondo senso di insoddisfazione e da un rapporto amoroso complesso con Ippolita Sanzio. La loro relazione, segnata da attrazione, gelosia e instabilità, diventa il luogo in cui emergono le fragilità del protagonista, il suo disagio esistenziale e il conflitto tra desiderio di vita e impulso autodistruttivo.
D’Annunzio costruisce una narrazione ricca di simbolismo e di suggestioni, nella quale il paesaggio abruzzese, le tradizioni popolari e la forza della natura assumono un ruolo fondamentale. La prosa, sontuosa e musicale, riflette pienamente l’estetismo e la sensibilità decadente dell’autore, trasformando ogni ambiente e stato d’animo in una esperienza intensa e visiva.
Questa edizione Bauer Books propone un grande classico della letteratura italiana tra Ottocento e Novecento, ideale per chi ama Gabriele D’Annunzio, il Decadentismo, la narrativa psicologica e i romanzi caratterizzati da forte tensione emotiva, simbolismo e profondità interiore.
Giorgio Aurispa è un giovane abruzzese di Guardiagrele (Chieti), esteta, colto, raffinato e di nobili discendenze, che ha abbandonato il paese natìo per trasferirsi a Roma, dove vive libero da qualsiasi impiego grazie all’eredità lasciatagli dallo zio Demetrio, morto suicida. Qui inizia una relazione con una donna sposata, Ippolita Sanzio, intrappolata in un matrimonio difficile e a tratti violento al punto da indurla ad abbandonare il marito. La relazione nata tra Giorgio e Ippolita ha quell’intensità violenta e sensuale cara a D’Annunzio, così come lo Sperelli ne Il piacere, e al suo modo di descrivere la passione come opera d’arte.
Caratterizzato da una spiccata e raffinata sensibilità emotiva, sempre pronto ad analizzare sotto ogni aspetto ogni singolo evento vissuto e ogni singola emozione, Giorgio Aurispa è fatalmente prigioniero di una malia che lo attrae verso la morte e che lo lega indissolubilmente al destino del suicida zio Demetrio e a cui Giorgio si sente legato da una comune spiccata sensibilità d’animo e di insofferenza verso la mediocrità della vita. Questo malessere malinconico lo porta più volte a progettare il suicidio, ma senza arrivare fino in fondo, strappato ogni volta da un primitivo attaccamento alla vita, manifestato dapprima attraverso l’irruente passione dell’amante, poi attraverso il ritorno alla terra e alle proprie origini (che lo portano al tentativo di fondersi con la natura e con uno stile di vita più semplice), poi abbracciando il misticismo religioso; infine, attraverso una totale e fiduciosa adesione allo spirito dionisiaco delle teorie superomistiche nietzschiane, capace di renderlo finalmente libero da ogni debolezza umana. Incolperà poi l’amante, Ippolita Sanzio, di essere il vero ostacolo per liberarsi dall’oppressione della morte, a causa della sua passione lussuriosa che gli assorbe ogni energia vitale e, con essa, qualunque tentativo di elevarsi ad una vita intellettuale superiore, rendendola di fatto la “Nemica” da sconfiggere.