Gian Mauro Costa - Gli immortali (2026)

Gian Mauro Costa - Gli immortali (2026)
Il personaggio che dice io è in attesa di un responso, l'esito di un esame istologico. Mancano dieci giorni. A quell'attesa si somma un messaggio di Google che avrebbe registrato la sua presenza, nell'appena trascorso mese di agosto, a Minster-in-Thanet, antico e misterioso villaggio del Kent dove lui non è mai stato. Qualche particolare lo induce però a collegarlo agli anni Settanta. L'ipotetica prossimità al fine vita avvia così anche la perizia clinica su una generazione - quella di chi negli anni Settanta è stato giovane - che si è ritenuta immortale. Ecco quindi che comincia il countdown e il passato ritorna: tornano i morti, tornano i vivi, tornano l'ombra delle speranze e il buio del collasso sociale, e in questo tornare emergono i nomi di chi potrebbe essere - fantasma o interlocutore reale - l'ispiratore di quel messaggio. Tornano anche le stagioni della lotta politica, il profumo della flower generation, torna l'odore della droga, il massacro che falcidia giovani arresi e rovescia altro sangue intorno alle stragi di mafia. Riappare una fanciulla amata, la memoria si popola di amici, il cinema sciabola immagini sullo schermo, la letteratura scatena l'immaginazione.