Silvia Ballestra - Orazione incivile per la città di Milano (2026)

Silvia Ballestra - Orazione incivile per la città di Milano (2026)
Tutto parte da un ascensore. O meglio da una scala tanto stretta da non permettere nemmeno il 'giro barella'. In un vecchio condominio di Porta Venezia, dove per decenni i bagni sono stati in comune, si apre il conflitto: da una parte le signore ultranovantenni dei primi piani; dall'altra la banda degli ascensoristi e le élite dei piani alti, già proiettate sui traffici dei b&b. Una piccola guerra di pianerottolo che diventa, passo passo, la storia più ampia di una città.
Quando nell'estate del 2025 partono le inchieste della procura di Milano, i milanesi scoprono un sistema di potere e ingiustizia di cui avevano già sentore: grattacieli spuntati ovunque, perfino nei cortili, e una nuova razza padrona fatta di squali della finanza e fruitori di eventi effimeri. Parlano una neolingua inzeppata di termini anglosassoni che colonizza subito la politica: il sindaco è un city manager, l'architetto è archistar, lo sfruttamento è inequalities, gli schiavi sono riders. Negli ultimi anni, quasi mezzo milione di milanesi ha lasciato la città. Chi è rimasto assiste sbalordito a prezzi degni di Zurigo, con salari fermi all'Italia di vent'anni fa.
Un pamphlet incazzato, sporco e veloce come un vecchio pezzo punk, che è anche una lettera d'amore per una città che è sempre stata accogliente e ricca di possibilità.